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alopecia androgenetica femminile

L’alopecia androgenetica è il fenomeno più comune di caduta di capelli che si verifica. Esso colpisce in percentuale maggiore gli uomini, di cui ne soffrono oltre l’80% nel corso della vita. Per quanto riguarda le donne, l’alopecia androgenetica femminile è anche presente e colpisce circa una donna su due.

In quest’ultimo caso, la caduta è verosimile nelle donne di età superiore ai 40 anni che hanno una particolare predisposizione genetica.

 

La caduta di capelli nelle donne

Quando parliamo di caduta di capelli, detta anche calvizie o alopecia, intendiamo una caduta massiccia. Infatti, i medici di tutto il mondo sono d’accordo nell’affermare che, ogni giorno, ciascuno di noi perde tra i 50 e i 100 capelli. Nello specifico, il ciclo di vita dei capelli si compone di tre fasi: anagen (crescita), catagen (transizione) e telogen (riposo).

Nel caso di calvizie femminile, è necessario distinguere tra diverse tipologie. In particolare, l’alopecia androgenetica e il telogen effluvium.

Le donne più affette da alopecia hanno tendenzialmente più di 40 anni, hanno appena avuto dei figli, sono in transizione verso la menopausa oppure usano spesso trattamenti chimici.

 

Alopecia androgenetica femminile

Nota in inglese con l’acronimo FPHL, ovvero Female Pattern Hair Loss, l’alopecia androgenetica femminile colpisce moltissime donne in età adulta. Secondo alcuni studi, all’età di 50 anni ne soffrono 4 donne su 10.

Le caratteristiche principali di questo tipo di condizione sono l’assottigliamento dei capelli, con una riduzione complessiva del volume della chioma.

Tra le cause principali di questa condizione, c’è in primis la predisposizione genetica. I geni responsabili dello sviluppo della FPHL possono essere ereditati sia da parte del padre che da parte della madre.

Nel caso in esame, non è ancora del tutto chiaro se la presenza degli androgeni sia rilevante nello sviluppo della patologia. Allo stesso modo, anche il ruolo degli estrogeni è incerto.

In quest’ultimo caso però, si hanno alcuni indizi. Infatti, poiché l’alopecia androgenetica è più frequente a partire dalla menopausa, è probabile la presenza di estrogeni sia stimolatrice per la crescita dei capelli.

 

Parla la scienza

In modo simile all’alopecia androgenetica maschile, anche in quella femminile il DHT gioca un ruolo rilevante. Acronimo di diidrotestosterone, il DHT è un ormone derivato dal testosterone, l’ormone maschile per eccellenza. Nel caso delle donne, il DHT è prodotto a partire dalle ovaie.

Quando è presente nel cuoio capelluto, interagisce coi follicoli piliferi portando dapprima ad una loro infiammazione, e causando poi caduta permanente.

Oltre al DHT, le ricerche scientifica hanno messo in luce come un altro responsabile di questa patologia sia la Prostaglandina D2, o PGD2. Quest’ultima sostanza, classificabile come proteina, infiamma i tessuti e accentua l’azione del DHT.

 

Rimedi per l’alopecia androgenetica femminile

Nel caso in cui siano presenti i sintomi della patologia come perdita di volume e assottigliamento, è consigliata una visita medica da uno specialista. Ci si può rivolgere ad un dermatologo, ma preferibilmente un tricologo.

L’approccio generale per contrastare questo tipo di patologia riguarda l’assunzione di medicinali come finasteride e minoxidil.

La soluzione finale per la ricrescita dei capelli è invece quella dell’autotrapianto di capelli.

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